La villa Ghisilieri di Colle Ameno: origini e vicende evolutive. (Foto e documenti)

PAGINA IN COSTRUZIONE

Fig. 1 L'insediamento di Colle Ameno. (foto IBC, 1981)

Fig. 1 L’insediamento di Colle Ameno. (foto IBC, 1981)




 La mappa (copia replicata a mano dall'originale), datata 2 maggio 1637.

Fig. 4 ASBo, Archivio dei Periti Agrimensori, Francesco Martinelli. La mappa (copia replicata a mano dall’originale), datata 2 maggio 1637, mostra che il terreno a nord del Rio di Casio, è ancora proprietà del conte Paolo Emilio Rossi.


Mappa del 1775

Fig 5 ASBo, Ufficio Acque e Strade, Campione delle strade, volume III, mappa n° 11b. La mappa del 1775 disegnata allo scopo di identificare le “strade stradelli e sentieri pubblici e privati che sono nel Comune di Pontecchio” rappresenta gli elementi significativi del territorio.





Fig. 9 Palazzina Davia, fronte sud. Sono riconoscibili gli elementi propri della tipologia della palazzina di campagna cinque-seicentesca, caratterizzata da una volumetria compatta e una composizione rigorosamente simmetrica del fronte; la porzione di facciata su cui si aprono le tre finestre centrali è riconducibile al nucleo “originario” dell’edificio, mentre le due finestre laterali si aprono sulle due ali aggiunte in un secondo momento. (foto E. Gentilini, 2006)


Palazzina Davia, "loggia di sotto"

Fig. 10 Palazzina Davia, “loggia di sotto”, vista rivolta verso l’ala est. La loggia passante costituiva l’elemento fondamentale dell’organizzazione dello spazio poichè distribuiva le diverse stanze dell’edificio. (foto E. Gentilini, 2006)



Fig. 12 Particolare della tecnica costruttiva della “casa dei padroni”. La parte destra riferibile alla prima fase costruttiva di villa Davia presenta una muratura mista di ciotoli di fiume e mattoni: i primi assemblati in modo regolare secondo allineamenti orizzontali ben definiti e i secondi utilizzati sia come corsi di “regolarizzazione” che come pilastri di irrigidimento dell’apparecchio murario. La parte di sinistra riferibile ad una delle due ali aggiunte in un secondo momento presenta invece una muratura realizzata con solo ciotoli di fiume, di dimensioni differenti dai precedenti assemblati in modo più irregolare; questo apparecchio murario non è ammorsato al pilastro in laterizio della prima fase costruttiva della palazzina. (foto E. Gentilini, 2011)


Fig. 13 Particolare della tecnica costruttiva della “casa per contadini”: sono visibili una delle aperture tamponate e la netta cesura fra due tessiture murarie differenti e riferibili a due diverse fasi costruttive: la parte di sinistra della “casa per contadini” mentre la parte destra riferibile alla costruzione in epoca settecentesca del corpo di fabbrica fra la palazzina Davia e la suddetta “casa per contadini”. (faoto E. Gentilini, 2005)




Tratto dalla rivista semestrale “al sâs” N.23
edita dal gruppo di ricerca storica “PROGETTO 10 RIGHE