Il “contrafforte pliocenico bolognese”

Una caratteristica unica del paesaggio bolognese

a cura del gruppo di studi “Progetto 10 righe”

L’articolo continua sulle pagine del Gruppo di Studi “Progetto 10 Righe”

Parte del contrafforte pliocenico bolognese ( foto S. Risi)

di Franco Ricci Lucchi

Spesso i geologi hanno usato l’immagine del paesaggio come di un libro aperto, in cui si possono leggere non solo forme e contorni ma anche parole, frasi, storie e narrazioni, proprio come in un libro. Non uso a caso parole come “storie” e “narrazioni”, perché il paesaggio è il prodotto di una evoluzione geologica che avviene nel tempo: non è stato creato in un istante, né esiste così da sempre.
Quest’analogia col libro aperto ( aperto dunque a una certa pagina, quella del presente) è particolarmente calzante nel caso del “contrafforte pliocenico” che troviamo nell’Appennino bolognese. Si tratta di un pacco di strati poco inclinati o quasi orizzontali, formate da rocce più o meno dure [….] Qui dove gli strati sono a nudo, il geologo può leggere più facilmente i caratteri delle rocce e decifrarne, aiutato da ragionamento e, perché no, anche dalla fantasia, le origini e la storia: capire, ad esempio, se quelle rocce erano originariamente sabbie e fanghi depositati su una spiaggia o in fondo al mare, a quale profondità, in acque mosse o calme, e così via. continua….

Nel Pliocene ( epoca geologica fra i 5 e i 2 milioni di anni fa) il mare penetrava nel nostro territorio formando un ampio golfo ( ricostruzione grafica di Paolo Michelini ).