tratto dal periodico del Circolo Filatelico “Sasso & Dintorni”

Nel primi anni del Novecento, fiorì a Sasso tutta una rete di artigiani e commercianti all’ingrosso che ebbero una importanza che travalicava anche i confini del Comune. Questo sicuramente fu dovuto anche grazie alla posizione del capoluogo cittadino sulla congiunzione di due vallate, quelle del Reno e del Setta, e alla presenza della ferrovia Porrettana che agevolava lo scambio, in tempi brevi, per l’epoca, delle merci.
Tra le imprese artigianali che hanno brillato per perizia e inventiva tecnica e anche per estro artistico fu la “Premiata officina dei Fratelli Bettini” (costruzioni in ferro – stile antico e moderno, si legge nella intestazione di una distinta datata 1928) e anche lavorazioni di falegnameria. Aldo Bettini fu un fabbro fra i più apprezzati per ciò che riguarda i lavori artistici, ottenuti con incudine e martello, e la sua abilità era tale che raggiunse la capitale: fu infatti invitato a Roma per la costruzione dell’inferriata della tomba di papa PIO X, opera che ancora oggi si fa ammirare per la leggerezza del disegno della cancellata, per la precisione geometrica e l’accuratezza della fattura. Inoltre, sua è la cancellata di villa Torlonia a Roma e la realizzazione dello stand dei liquori Buton alla fiera di Parigi del 1901, che fu premiato come miglior stand. Durante la grande guerra partecipò allo sforzo nazionale convertendo l’officina alla realizzazione di bossoli da munizioni e da armi da fuoco. Finita la guerra tornò alla produzione tradizionale. Molto apprezzato nell’artigianato locale lo zio di Aldo, Carlo, falegname e orologiaio che costruì l’orologio del campanile del borgo.

di proprietà di Aldo Menarini, nipote di Aldo Bettini – (Archivio Ugo Guidoreni)

(Disegno del prof. Collamarini di Bologna)

Marchese Pizzardi a Bentivoglio. (Disegno del prof. P. Suppini di Sasso)
