a cura del gruppo di studi “Progetto 10 righe”

Tratto dalla rivista semestrale “al sâs”
tesi di laurea di Claudia Mazzoni
prima parte
1 La montagna bolognese nel Medioevo
L’articolo “prima parte” continua sulle pagine del Gruppo di Studi “Progetto 10 Righe”
I quattro comuni che costituiscono l’oggetto della mia ricerca – Lagune, Pontecchio, Mongardino e Montechiaro – hanno origini che risalgono al periodo medioevale: mi sembra quindi interessante darne un breve inquadramento storico per comprendere meglio le caratteristiche sociali che essi espressero nel corso del Medioevo.
La parte collinare intorno a Bologna, fino al Sasso ed a Pianoro, rimaneva fuori dell’unità amministrativa soggetta ai capitani della montagna, ma a volte la giurisdizione si estendeva fino alle porte di Bologna. La montagna fu teatro di contrasti sanguinosi fra invasori barbari e popolazioni indigene e, quando sorse la costituzione feudale, il centro dell’Appennino fu dominato dalle signorie. Scarse le notizie riguardo ai comuni della montagna, in quanto non c’erano statuti che regolavano la vita economica e sociale di questo territorio nella sua globalità. Le poche notizie arrivano dagli statuti di città che fanno esplicito riferimento alla montagna, ma sono generali e spesso contraddittorie fra loro.
Il periodo del feudalesimo fu caratterizzato dalla presenza di numerosi castelli, anche se quelli della montagna bolognese erano di modeste dimensioni. Nelle vecchie carte, fra gli altri, è segnalato un castello anche alle Lagune, in località Castellaro, che il Gozzadini crede ultimo rifugio della famiglia dei conti di Panico (1).
Il feudalesimo nacque, nella montagna bolognese, intorno al mille, e lo si data ufficialmente al 1037 con la costituzione dell’imperatore Corrado il Salico, che rese i feudi ereditari.
I vassalli minori formavano la media aristocrazia feudale, che popolava le terre dell’Appennino bolognese nel XIII secolo; ne esistevano anche nei feudi del Vescovo di Bologna, lo si desume dagli estimi dei nobili dell’ultimo periodo comunale (2). Si trovano dei veri e propri “cattanei” in molti comuni, fra i quali sono citati anche Pontecchio e le Lagune. La maggior parte dei centri feudali scomparse molto presto, e fra quelli rimasti non si trovano notizie dei due che a noi interessano maggiormente. Continua…
seconda parte
3. Agricoltura e proprietà contadina (secc. XVV-XVI)
I primi estimi a disposizione per il xv secolo, per i comuni al centro della nostra ricerca (Lagune, Pontecchio, Mongardino e Montechiaro), risalgono al 1411 (nota 1). Sono documenti di grande interesse, dai quali emerge una situazione agricola completamente diversa da quella che incontreremo negli anni successivi. Ciò che caratterizza le terre, infatti, è l’estrema specializzazione delle colture: in ogni particella si nota la presenza, tranne rari casi, di un solo tipo di coltura. I pochi casi di coltivazione ‘mista’ riscontrati non vanno mai oltre le tre specializzazioni, che di solito si risolvono in una prevalenza di vigne, con un po’ di bosco o di terra incolta. Sono numerose le terre destinate solo alle vigne (il 23%) e altrettante sono quelle costituite da solo terreno aratorio (il 25%, la percentuale più alta). Di contro, si può osservare una percentuale molto bassa di terre ‘aratorie miste'(il 4%) e ‘miste’ in genere (1 %).
Per ciò che riguarda l’ampiezza delle particelle, invece, si può notare che esse sono molto piccole, raramente superando le tre tornature (nota 2) come invece accadrà più di frequente negli anni successivi.
Il comune delle Lagune è quello che vede la presenza del maggior numero di fumanti, 49; seguono Pontecchio, che ne ha 33, Montechiaro , 25, e Mongardino 14. Nonostante questo, la particelle sono molto più numerose a Montechiaro (dove se ne contano 75) e a Pontecchio (ne ha 62), che non alle Lagune (sono 53); Mongardino ne ha solamente 9. Evidentemente Montechiaro e Pontecchio si trovano in una posizione più favorita, Pontecchio soprattutto si trova nella valle del Reno, più facile da coltivare, rispetto ad un territorio collinoso, quasi montano (700 m. s.l.m. circa), come nel caso dell’area che circonda Lagune.
L’estimo del 1411 è l’unico che fornisca una dettagliata descrizione degli aggregati familiari (composizione, sesso, età, rapporti di parentela). Nei quattro comuni presi in considerazione, la maggior parte degli aggregati (nota 3) è compresa fra le unità familiari coniugali (se ne contano 43), tra le quali molte hanno diversi figli (da quattro a sette); tredici invece, sono composte solo da marito e moglie. Sei sono i fumanti che compaiono soli, senza moglie o altri familiari. Quattro gli aggregati domestici semplici, composti dal capofamiglia e da un eventuale fratello o sorella.
Ho potuto riconoscere undici aggregati domestici estesi, tra i quali sette estesi in senso ascendente, di solito comprendenti, oltre ai figli, anche la madre del capofamiglia; due in senso discendente, comprendenti i nipoti; due estesi sia in senso ascendente che discendente; infine due estesi sia verticalmente che lateralmente, per la presenza di nipoti, genitori e fratelli.
Infine viene documentata la presenza di trenta aggregati domestici multipli, composti per la maggior parte dal capofamiglia con la moglie, dai figli, con relativo marito o moglie, e dai nipoti. ln tre casi questi aggregati sono estesi sia in senso discendente sia ascendente, contemplando la presenza anche della madre del capofamiglia.
Se dunque si può osservare una forte presenza di famiglie numerose, non è stato possibile riscontrare una correlazione tra unità lavorative ed estensione delle particelle: non si può giustificare un’ampia numerosità degli aggregati con la necessità di avere molte braccia per lavorare la terra. Si può supporre che tante persone avessero deciso di vive re sotto lo stesso tetto perché talmente povere da ritenere più vantaggioso condividere la stessa casa con gli altri familiari.
Gli estimi successivi sono quelli relativi all’anno 1475 (nota 4). La destinazione d’uso delle particelle si è modificata in forma consistente. E’ presente un numero più ristretto di terre destinate esclusivamente alle vigne; infatti queste, rispetto al 1411, calano da 46 a 28. Le terre che si sono maggiormente modificate sono quelle ‘aratorie’: erano 50 nel 1411 (destinate esclusivamente a quell’utilizzo) mentre ora sono soltanto 26; è però notevolmente aumentato il numero di terre nelle quali oltre all’arativo compaiono alberi da frutto e viti. Questo sembra coerente con entrambe le diminuzioni, cioè di terreno ‘vineato’ da una parte e di terra ‘aratoria’ dall’altra; molto probabilmente gli stessi appezzamenti sono stati ampliati per permettere la compresenza di differenti coltivazioni.
Non sono più registrati fumanti che non possiedono nemmeno un appezzamento, e in linea di massima si può riscontrare un aumento di terre da loro possedute. Mentre, infatti, nel 1411 erano pochi coloro che possedevano più di una o due particelle, ora sono numerosi coloro che ne possiedono un numero notevole. Si possono menzionare Bartolomeus Johanis (10), Jeminiano Lipariti (12) Bartolomeus Caspari (10) del comune
di Lagune, Johanes Stefani (’15) e Bertus Chini (10) di Mongardino, Tonius Andrioli (11) di Pontecchio. Il comune dove appare una maggiore concentrazione di particelle nelle mani di pochi è Mongardino: sei fumanti si dividono abbastanza equamente 74 particelle; rapportate alle 57 suddivise tra 26 fumanti a Pontecchio, alle 66 suddivise fra 26 fumanti a Montechiaro, e alle 118 suddivise fra 28 fumanti a Lagune, risulta evidente che a Mongardino è presente una minore frantumazione della proprietà.
Nel XVI secolo sono stati redatti tre estimi, il primo nel 1518-19, il secondo nel 1540 e l’ultimo nel 1577.
I primi estimi a disposizione sono perciò quelli del 1518 (nota 5) per i comuni di Montechiaro e Mongardino e quelli del 1519 (nota 6) per i comuni di Pontecchio e Lagune. Il numero di tornature coltivate è diminuito sensibilmente rispetto al 1475, passando da 315 a 226; il numero dei fumanti si è ridotto da 86 a 78. Differente però la situazione dei comuni presi in considerazione: se a Lagune e a Mongardino il numero dei fumanti è aumentato (passando rispettivamente da 28 a 33 e da 6 a 8), una decisa riduzione si può osservare nei comuni di Pontecchio e Montechiaro, iniziando un trend negativo che vedremo proseguire per tutti i secoli a venire, caratterizzato dall’affermarsi sempre più sensibile della proprietà cittadina a scapito di quella locale. Il numero dei fumanti di Pontecchio passa dai 27 del 1475 ai 20 del 1518, quelli di Montechiaro si riducono da 26 a 17. Il tipo di coltivazione praticato nelle particelle si mantiene pressoché uguale a quello visto nel 1475, tipico dei terreni collinari, caratterizzati prevalentemente da boschi o prati. Per sfruttare appieno tutto il terreno a disposizione lo si destina a più usi, spesso disboscandone solo una parte, da destinare a utilizzo aratorio, mentre l’altra la si destina agli alberi da frutto o alle viti.
I tipi di particelle che appaiono più frequenti sono: Quella ‘aratoria mista’, nella quale prevale la coltivazione di grano e di altri cereali, accompagnata prevalentemente da alberi da frutto, viti o semplice terreno incolto; e quella ‘mista’, utilizzata per diversi scopi, nessuno dei quali risulta prevalere sull’altro. Molto spesso il terreno è di composizione talmente povera da non potere essere sfruttato: a riprova di ciò la frequenza di qualificazioni del tipo ‘calancata’ o ‘ruinosa’.
Nell’estimo del 1518, il tipo di terra denominata ‘aratoria mista’ occupa la maggior parte di superficie, in totale 33 particelle per 208 tornature. Il tipo ‘aratorio, arborato, vidato’ conta 15 particelle per un totale di 66 tornature. Il terreno a destinazione esclusivamente aratoria è poco esteso, 12 tornature in tutto; sono inoltre presenti 12 particelle boschive (34 tornature) e 15 a castagno (37 tornature). Le particelle ‘miste’, infine, sono 13, per un totale di 94 tornature.
Le particelle hanno sempre un’estensione modesta, Ia superficie media non supera quasi mai le tre tornature, e quando questo accade è sempre a favore delle particelle a coltivazione mista. Per i comuni di Montechiaro e Mongardino gli estimo sono datati 1519. Non si possono riscontrare sostanziali differenze rispetto agli estimi dell’anno precedente, e relativi ai comuni di Pontecchio e Lagune. Il tipo di terra che ricorre più frequentemente è l’aratorio, arborato, vidato’, che è presente in 20 particelle e copre una superficie di 49 tornature; seguono il terreno ‘aratorio misto’ e il ‘misto’, che occupano 18 particelle ognuno, per una superficie di 64 tornature il primo, e di 34 il secondo. Gli estimi successivi sono datati 1540 (nota 7) e riguardano solo Pontecchio, Mongardino e Lagune. Si può registrare una diminuzione del numero delle particelle, che ammontano a 143. Cala decisamente anche il numero dei fumanti, soprattutto a Pontecchio (da 20 a 7) e a Lagune (da 33 a 28).
Si può notare una forte predominanza del terreno ‘aratorio misto’ su ogni altra tipologia: 39 particelle, per un totale di 196 tornature (il 36%), mentre la terra ‘mista’ ora compare solo in dieci particelle.
Stanno lentamente ma inesorabilmente scomparendo le terre destinate ad un’unica coltura: le particelle ‘vidate’ sono solamente sei, le ‘arborate’ sono sette, le aratorie otto. ln terreni caratterizzati dalla presenza di più componenti (boschi, castagni, calanchi, prati) l’utilizzo esclusivo dello spazio a disposizione pare non essere conveniente. L’estensione della maggior parte delle particelle appare molto modesta, fatta eccezione per le ‘aratorie miste’, che coprono mediamente una superficie di 5 tornature, e per quelle ‘vidate’, le quali hanno una superficie media di quasi sette tornature.
Il 6% della superficie totale è occupato dalle terre ‘beduste’: ciò pone ancora una volta in evidenza le difficoltà emergenti nel tentativo di coltivare le zone collinari. Gli ultimi estimi di questo secolo sono datati 1577 (nota 8) e riguardano i quattro comuni.
Questo è in assoluto l’anno in cui si registra il maggior numero di fumanti e di particelle coltivate: l’incremento più consistente si registra nel comune di Lagune, dove i fumanti passano da 24 del 1540 a 93. Ciò è dovuto all’affermarsi della proprietà di alcune famiglie, le quali monopolizzano la maggior parte del territorio, rispetto ai singoli proprietari. E’ la prima volta che tra i fumanti compaiono più persone appartenenti al medesimo ceppo familiare (spesso sono indicati come fratelli o cugini). Fenomeno che si ripropone anche nel comune di Mongardino, nel quale 21 fumanti appartengono a sole cinque famiglie.
Si può osservare, rispetto al 1540, l’incremento di superficie occupata di alcune colture: le particelle ‘castagnete’ passano da 15 a 53, le boschive da 16 a73, le ‘beduste’ da 16 a25. Il tipo prevalente continua a rimanere l’aratorio misto’, ma con un’incidenza minore rispetto all’estimo precedente: occupa, infatti, il 29% delle particelle totali, ma le terre ‘castagnete’ e quelle ‘boschive’ ne coprono, rispettivamente, il 15% e il 21%. Considerando però la superficie occupata, notiamo che le particelle aratorie ‘miste’ coprono oltre il 50% del territorio, con una superficie media di 6,5 tornature, mentre le altre due tipologie coprono, la ‘castaneata’, il 10% del territorio, e la ‘boschiva’ il 16%, con una superficie media che supera di poco le due tornature. E’ immediata la constatazione del notevole incremento subito dalle terre prevalentemente arative, che hanno visto aumentare, nel corso degli anni, in modo costante, la loro superficie media. E’ un fatto, questo, che non si è verificato per nessun’altra delle tipologie presenti, almeno non in maniera così evidente.
Pochi anni dopo l’ultimo estimo del XVI secolo, nel 1583, viene istituita l’imposta sui buoi 8 (nota 9): è possibile utilizzare questo dato per verificare la diversa incidenza della proprietà fumante tra collina e pianura. Infatti mentre a Pontecchio la proprietà fumante rappresenta solo una minima parte delle terre effettivamente coltivate nel comune, a Lagune, paese di alta collina, la proprietà fumante risulta essere prevalente su ogni altra (nota 10). Leggere i confinanti dei fumanti, segnalati negli estimi, può aiutare a gettare qualche ulteriore lume sulla composizione della proprietà nelle campagne, e sulla presenza delle famiglie nobili bolognesi nella campagne. Già nell’estimo di Montechiaro del 1519 compaiono nominati Gabrellem De Malvasia e Franciscum de Orsis; a Mongardino si nominano gli eredi di Alvigio Crifoni, mentre nel 1540, a Pontecchio, troviamo Octavio De Rubeis, Aloisium De Ursis, e “quelli” De Bolognettis. Per rintracciare presenze nobili a Lagune dobbiamo aspettare il 1577, segno che l’appropriazione delle terre dei comuni più alti ha ritardato di molto rispetto ai comuni della valle. Un’altra presenza molto forte ed importante è quella della Chiesa; molto spesso sono segnalati beni ecclesiastici, oltre a quelli della chiesa parrocchiale locale.
note
(1) Archivio di Stato di Bologna (A.S.B.), Ufficio del Contado, Estimi del Contado, anno 141 1, busta n. 34.
(2) Una tornatura corrisponde a 2080 mq.
(3) Utilizzo la classificazione dei diversi tipi dì famiglia e la terminologia contenuta in P. LASLETT, Famiglia e aggregato domestico, in AA.VV., Famiglia e mutamento sociale, a cura di M. Barbagli, Bologna, 1977.
(4) A.S.B., Ufficio del Contado, Estimi del Contado, anno 1475, buste nn. 50-51.
(5) A.S.B., Ufficio del Contado, Estimi del Contado, anno 1518, serie I, buste: 10 (Montechiaro), 9 (Mongardino).
(6) A.S.B., Ufficio del Contado, Estimi del Contado, anno 15,19, serie I, buste: 8 (Lagune), 10 (Pontecchio).
(7) A.S.B., Ufficio del Contado, Estimi del Contado, anno 1540, serie l, buste 8,9,-10.
(8) A.S.B., Ufficio del Contado, Estimi del Contado, anno1577, serie Il, buste: 89 (Lagune), 103 (Mongardino), 115 (Montechiaro), .l 30 (Pontecchio).
(9) A.S.B., Ufficio del Contado, serie I, Imposta sui buoi, busta n. 1.
(10) l’imposta veniva calcolata in base alle corbe di grano raccolte (1 corba è ottenuta su due tornature di terreno, e ammonta a circa 80 metri cubi). Nel comune di Pontecchio sono indicate 135 corbe in totale, ottenute da 50 mezzadri; fra questi ci sono anche alcuni fumanti, riconoscibili perché nella descrizione è riportato che pagano “per il suo”. Una corba corrisponde a due tornature di terreno, perciò i mezzadri hanno coltivato in tutto 270 tornature di terreno. Considerando che metà dell’appezzamento è tenuto a riposo, in quanto è praticata la rotazione delle colture, possiamo concludere che le tornature da loro “possedute” ammontano a 540.
Il totale di tornature possedute dai fumanti ammonta a 103, quindi rappresentano solo una minima parte delle terre effettivamente coltivate nel comune di Pontecchio. A Lagune le corbe rilevate sono 153, ottenute da 59 mezzadri. Queste corrispondono a 306 tornature di terreno coltivato, e perciò a 612 tornature “possedute” in totale. Le tornature di terra possedute dai fumanti ammontano a 769, un numero maggiore rispetto a quelle dei mezzadri.
terza parte
4. Agricoltura e proprietà contadina (secc. XVII XVIII)
L’articolo “terza parte continua sulle pagine del Gruppo di Studi “Progetto 10 Righe”
Tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, la forma di governo della città di Bologna e del suo contado subì notevoli modifiche’: dopo l’abolizione della magistratura da parte di Giulio II nel 1506, fu istituito, per volere del Pontefice, il Senato, il quale sancì un’alleanza conservatrice tra patriziato bolognese e papato. ln tal modo la nobiltà cittadina, partecipò, di fatto, all’esercizio del potere nella città.
L’organo bolognese fu ampliato nel 1589, su volere del pontefice Sisto V, per garantire una maggiore stabilità politica. Tutte le attività riguardanti Bologna e il suo contado, dall’amministrazione alla gestione delle finanze, alla regolazione dei rapporti di lavoro, furono coordinate dal Senato.
Nello stesso periodo si assistette alla nascita delle Assunterie, risultato di un duplice processo: di semplificazione e d’unificazione degli uffici preposti all’amministrazione della città e del contado nei periodi comunali e signorili da un lato; di definizione delle modalità di distribuzione degli incarichi di governo all’interno del patriziato dall’altro. Già all’inizio del ‘600 il governo senatorio era articolato in otto Assunterie ordinarie o di
turno, e nelle cosiddette Assunterie da voto, che erano in numero variabile, perché create per affrontare affari particolari.
Attività principale della Assunteria di governo era la regolamentazione dell’estrazione degli obblighi e dei compiti dei massari, e la verifica del loro operato. Attraverso i memoriali inviati dai massari, dai consiglieri e anche dai privati, l’Assunteria riusciva a seguire tutti gli aspetti delle varie comunità. All’Assunteria venivano indirizzate richieste per il riconoscimento dei privilegi ed esenzioni rispetto a dazi ed imposte. Negli atti erano verbalizzate le notizie riguardanti gli abusi degli ufficiali del contado. Inoltre, l’Assunteria controllava l’amministrazione dei beni comunitari, la revisione dei conti, le entrate e le spese.
I primi estimi di cui disponiamo per questo secolo sono datati 1609 (nota 2), e riguardano tutti e quattro i comuni al centro di questa ricerca (Lagune, Pontecchio, Mongardino e Montechiaro).
Rispetto al secolo precedente sono diminuite le particelle coltivate: si passa dalle 341 del 1577 alle 220 del 1609. La motivazione va ricercata nel fatto che è diminuito sensibilmente il numero dei fumanti in tutti i comuni considerati: alle Lagune sono passati da 93 a 76, a Mongardino da 2l a17, a Pontecchio da 15 a 9, a Montechiaro da 17 a 9. Il 1577 è stato l’anno che ha visto il più alto numero di fumanti presenti nei comuni. Continua…