{"id":2852,"date":"2013-04-11T19:38:05","date_gmt":"2013-04-11T19:38:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/?page_id=2852"},"modified":"2026-07-23T20:18:48","modified_gmt":"2026-07-23T20:18:48","slug":"la-storia-completa-del-comune-di-sasso-marconi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/territorio\/il-territorio-comunale\/la-storia-completa-del-comune-di-sasso-marconi\/","title":{"rendered":"La storia completa del Comune di Sasso Marconi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized bj-block-image u-my-xl\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/09piazzaechiesa2-1024x656.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6720\" width=\"768\" height=\"492\" srcset=\"https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/09piazzaechiesa2-1024x656.jpg 1024w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/09piazzaechiesa2-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/09piazzaechiesa2-768x492.jpg 768w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/09piazzaechiesa2-1536x985.jpg 1536w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/09piazzaechiesa2-440x282.jpg 440w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/09piazzaechiesa2.jpg 1638w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption><em>La chiesa di San Pietro prima della seconda guerra mondiale<br>Cartolina Edizioni G. Fabbriani<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div><p class=\"wp-block-paragraph\">Sasso Marconi deriva il toponimo dalla rupe (il sasso) che si erge a sud del capoluogo di fronte alla confluenza del fiume <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Setta_(fiume)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Setta<\/a> nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Reno_(Italia)\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Reno<\/a> e da <a href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/personaggi-del-sasso\/guglielmo-marconi\/\">Guglielmo Marconi<\/a>, lo scienziato inventore della telegrafia senza fili e della radio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vasto quasi 100 km&sup2;, il territorio di Sasso Marconi sale dai 76 metri di altitudine al confine con Casalecchio di Reno e Bologna, fino ai 655 m. del <a href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/territorio\/parchi\/contrafforte-del-pliocenico\/\">contrafforte di Monte Adone<\/a> al confine con Pianoro e Monzuno e si svolge in una diversit&agrave; estrema di paesaggio, caratterizzato dalle differenti costituzioni geologiche facilmente identificabili nei fianchi dei rilievi (e quanti fossili!).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In questi rilievi fatti di dolci colline, aridi calanchi e monti boscosi, le acque dei fiumi Setta e Reno hanno aperto un varco assai ampio creando una delle pi&ugrave; belle vallate della regione. Ed i moltissimi piccoli corsi d&rsquo;acqua, dai nomi antichi e curiosi, scendendo dai monti vicini si sono aperta anch&rsquo;essi la loro strada inventando pianori, vallette e balzi di svariatissimo aspetto ed orientamento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vicino alla pianura e alla citt&agrave; di Bologna da una parte ed a contatto con la montagna dall&rsquo;altra, attraversato da importanti vie di comunicazione, un territorio di tale natura e dimensione non poteva che determinare una stretta relazione tra la geografia e la storia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non a caso l&rsquo;uomo da tempo immemorabile ha lasciato qui chiare impronte della sua presenza a dimostrazione della continuit&agrave; delle sue scelte abitative. Sono, infatti, innumerevoli i reperti archeologici di ogni epoca ritrovati in tutte le parti del territorio comunale; nell&rsquo;impossibilit&agrave;, per ragioni di spazio, di una elencazione completa, si ricorderanno le <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Selce\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">selci scheggiate<\/a> di Rio Gemese appartenenti alla cultura del paleolitico inferiore, le sepolture di Ca&rsquo; de Bassi, Bosco Malta, Pontecchio Marconi, Moglio (con oggetti di selce, ceramica e bronzo), il ripostiglio di Badolo (con 41 accette di bronzo) e principalmente le <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Civilt%C3%A0_etrusca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tombe etrusche<\/a> ritrovate nel 1969 a 200m dalla sede comunale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le due ricchissime tombe a inumazione (avventurosamente ritrovate nello stesso sito dove nel secolo scorso se ne erano scoperte un&rsquo;altra ventina), contenevano un copioso corredo funerario fatto di ceramiche antiche a figure rosse ed oggetti di bronzo, tra cui un candelabro sormontato da una cimasa a figura di efebo che regge due patere. Le tombe, con l&rsquo;eccezionale corredo restaurato, sono oggi il fiore all&rsquo;occhiello del vicino <a href=\"http:\/\/www.archeobologna.beniculturali.it\/marzabotto\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">museo archeologico di Marzabotto<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&rsquo;importante scoperta non poteva non risvegliare il mito di Carena, la tanto favoleggiata citt&agrave; etrusca (citata dagli antichi storici e addirittura delineata nei suoi confini che andavano dal Rio Gemese al rio Tonfano e dal fiume Reno al colle di Castello), ma la cessazione degli scavi riport&ograve; tutto alle conoscenze precedenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A future illuminanti scoperte lasciamo chiarire il mito di Carena, genitrice di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Felsina\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Felsina<\/a>; basti ora sapere che nel luogo segnato dagli antichi storici c&rsquo;era certamente uno stanziamento etrusco che, integrato da un &ldquo;vicus&rdquo; romano, ha fatto pensare non illogicamente alla presenza di una citt&agrave;.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non &egrave; leggenda l&rsquo;acquedotto costruito dai romani al tempo di Cristo prendendo l&rsquo;acqua purissima del Setta sotto lo sperone di Ziano e convogliandola in Bologna attraverso un condotto quasi tutto sotterraneo di 16 km. l&rsquo;opera, che con i secoli si era interrata, &egrave; stata restaurata nel 1881 ed &egrave; tuttora funzionante.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Terminato il dominio romano, la storia locale sfuma nelle nebbie degli anni bui, anche se alcuni storici narrano che il re longobardo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Liutprando\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Liutprando<\/a> nell&rsquo;anno 727 occup&ograve; il &ldquo;Castrum Feronianum&rdquo; (Castel Ferrone sul Sasso di Glossina), baluardo strategico per la successiva conquista di Bologna.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Si ricorda questo episodio, poich&eacute; esso gi&agrave; delinea l&rsquo;importanza che il Sasso sovrastante la confluenza delle valli del Reno e del Setta avr&agrave; nelle lotte dei secoli seguenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le invasioni barbariche, le prepotenze dei feudatari, il flusso ed il riflusso degli eserciti stranieri portano le popolazioni locali ad uno stato di grande miseria e da questa situazione nasce il germe della libert&agrave; intorno agli stendardi del libero comune di Bologna, il quale, liberatosi dei vincoli feudali poco dopo il Mille, si impegna in una lunga lotta contro i <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Feudatario\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">feudatari<\/a> confinanti per estendere e consolidare il proprio contado, del quale fanno parte le terre che formano oggi il comune di Sasso Marconi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Una situazione particolare regola per&ograve; la vita del feudo vescovile di Castel del Vescovo, che, al momento del diploma concesso da Federico II nel 1220, &egrave; composto dalle parrocchie di San Pietro, <a href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/territorio\/frazioni\/san-lorenzo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">San Lorenzo<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/territorio\/frazioni\/badolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Badolo<\/a> (quest&rsquo;ultima ne sar&agrave; poi staccata): i cittadini dell&rsquo;anomalo feudo infatti, salvi i diritti del vescovo, eleggono democraticamente i loro rettori e fanno giuramento di fedelt&agrave; alla citt&agrave; di Bologna, la quale offre la tutela militare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra che il guelfo comune di Bologna conduce nell&rsquo;Appennino bolognese investe fatalmente gli interessi dei ghibellini conti di Panico, padroni di una vasta fetta della montagna che grava pesantemente sulle terre a sud della citt&agrave; ed in particolare su quelle che formano l&rsquo;attuale comune di Sasso Marconi, arrivando fino di fronte al Sasso con il cuneo di Baco fra il Setta ed il Reno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo alterne vicende, i bolognesi prevalgono e distruggono il leggendario castello di Panico nel 1306. Proveniente da Panico era anche quel frate Giovanni che nel 1283 ricav&ograve; da una grotta del Sasso di Glossina un piccolo santuario, dedicandolo appunto alla &ldquo;Madonna del Sasso&rdquo;. Il santuario venne progressivamente ampliato ed avr&agrave; un notevole rilievo nella storia locale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre si alterna in Bologna il potere dei Pepoli e dei Visconti, con la fine del potere dei conti di Panico subentra per il contado bolognese un periodo di assestamento e di pace; si consolidano i confini, si abbattono i castelli e le fortificazioni, nasce inoltre un nuovo sistema amministrativo con i Vicariati, che, come emanazione del potere bolognese, esercitano il potere civile nei centri del contado.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I Vicariati si conserveranno fin verso la fine del secolo XVIII, trasformandosi in seguito in modo da dare origine ad una serie di organismi locali che saranno la base degli odierni comuni. Mentre alcune zone collinari fanno parte del Vicariato di Caprara sopra Panico, altre terre, oggi comprese nel territorio del comune di Sasso Marconi, sono soggette a Bologna con amministrazione diretta o attraverso cattanei fedeli al governo bolognese.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Col passaggio del potere ai Bentivoglio la situazione politico-economica non cambia di molto da quella precedente ed &egrave; durante il periodo del primato politico di questi signori (Annibale, Sante e Giovanni II) che sorgono due magnifiche residenze: la prima la fa costruire alla <a href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/territorio\/frazioni\/fontana\/\">Fontana<\/a> il senatore Nicol&ograve; Sanuti, conte della Porretta, e la seconda a Pontecchio Bartolomeo de&rsquo; Rossi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&rsquo;anno 1506 il papa Giulio II entra in Bologna alla testa dell&rsquo;esercito pontificio ed abbatte la dominazione dei Bentivoglio, poi l&rsquo;anno seguente da turista, con un corteo di 400 persone ed altrettanti cavalli, sosta a Pontecchio nel regale palazzo dei Rossi. Con la cacciata dei Bentivoglio, Bologna ed il suo territorio entrano stabilmente a far parte dello Stato della Chiesa, mantenendo un grado di autonomia pi&ugrave; formale che sostanziale. Il Papa infatti governa attraverso un Legato che controlla il supremo potere cittadino, il Senato, che &egrave; formato da 40 senatori espressi dalle grandi famiglie bolognesi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un organo centrale, l&rsquo;Assunteria di Governo delle Comunit&agrave;, mantiene i rapporti con i Vicariati cui fanno capo i Massari liberamente eletti da ogni comunit&agrave; (o parrocchia) del contado. Un patto particolare regola l&rsquo;elezione del Massaro a S. Pietro e a <a href=\"http:\/\/maps.google.it\/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Castel+del+Vescovo,+sasso+marconi&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=25.407638,67.631836&amp;ie=UTF8&amp;hq=Castel+del+Vescovo,&amp;hnear=Sasso+Marconi+Bologna,+Emilia+Romagna&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">S. Lorenzo e Castel del Vescovo<\/a> che fanno parte del nuovo Vicariato di Praduro e Sasso: le due comunit&agrave;, memori forse dell&rsquo;antica comunanza nel feudo vescovile, si danno un unico Massaro, alternandone annualmente l&rsquo;origine parrocchiale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Come parte dello Stato della Chiesa, Bologna ed il suo territorio vengono risparmiati dalle guerre e distruzioni che investono altre regioni italiane; a questo lungo periodo di pace corrisponde un rinnovato interesse per la campagna, nella quale sorgono numerose ville.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ma mentre durante il feudalesimo le dimore dei padroni erano arroccate sulle pi&ugrave; aspre cime in posizione di difesa, nei secoli successivi le ville (ora non pi&ugrave; castelli) si adagiano sicure nei pianeggianti ed opulenti campi di S. Leo, S. Pietro e S. Lorenzo di Castel del Vescovo, Pontecchio e fra i famosi vigneti collinari di Montechiaro e di Moglio. La storia del territorio comunale dal secolo XVI al secolo XVIII &egrave; incentrata sulle ville (almeno 20 ed ognuna con caratteri tali da meritare una propria scheda descrittiva) e sul loro rapporto col sistema agricolo locale. Esse infatti sono un notevole tramite economico e culturale tra il contado e la citt&agrave; di Bologna, tale da accentuare la differenza tra la ricca valle del Reno (dove i possessori di ville effettuano notevoli investimenti) ed il territorio montano che resta ulteriormente attardato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In tale contesto, intorno al 1600, fioriscono le arti: nella sua villa della &ldquo;Querciola&rdquo; fra i boschi di monte<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Mariano, Francesco Albani dipinge indimenticabili paesaggi locali e dall&rsquo;altra parte del fiume, nella sua torre di &ldquo;Bellavista&rdquo; non &egrave; da meno l&rsquo;estroso Mastelletta. Contemporaneamente da le &ldquo;Torrette&rdquo; il giurista-poeta <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Claudio_Achillini\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Claudio Achillini<\/a> esporta adulatori sonetti inneggianti tra l&rsquo;altro al &ldquo;bel Reno&rdquo; fino a meritarsi premi e citazioni illustri. Di particolare interesse artistico-sociale &egrave; la villa del &ldquo;Colle Ameno&rdquo; in Pontecchio: in essa infatti, poco dopo la met&agrave; del &lsquo;700, il marchese Filippo Ghisilieri installa un ospedale, una fabbrica di maioliche artistiche, una tipografia ed una serie di attivit&agrave; artigianali i cui addetti sono ospitati nel borgo adiacente. L&rsquo;interno della villa stessa ospita una specie di museo dedicato alle arti ed alle scienze.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&rsquo;anno 1796 l&rsquo;esercito napoleonico entra in Bologna portando seco lo spirito riformatore della rivoluzione francese e sui nuovi modelli transalpini vengono sconvolti i sistemi amministrativi locali, dando inizio ad un lungo travaglio per la delineazione dei confini comunali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vicariato\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vicariato<\/a> di Praduro e Sasso diventa nel 1797 il Distretto di Sasso Fontana (nel dipartimento del Reno della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_Cisalpina\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Repubblica Cisalpina<\/a>) con giurisdizione sui territori che pressappoco formano oggi i comuni di Sasso Marconi e Marzabotto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la parentesi dell&rsquo;occupazione austriaca del 1799, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Napoleone_Bonaparte\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Napoleone<\/a> ristabilisce la situazione precedente e nel 1802 la Repubblica Cisalpina diviene Repubblica Italiana e successivamente, nel 1805, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regno_d%27Italia_%281805-1814%29\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Regno d&rsquo;Italia<\/a>. La nuova entit&agrave; ha la seguente organizzazione amministrativa:<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Regno d&rsquo;Italia, Distretti, Cantoni, Comuni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">II 23 aprile 1804 il distretto di Sasso Fontana diventa il VI Cantone del Distretto I di Bologna col nome di Praduro e Sasso, che in quel periodo ha la seguente composizione e popolazione divisa per comunit&agrave;:<\/p><div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"bj-table bj-table--v-align-middle\"><tbody><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\"><div><strong>DISTRETTO I &ndash; BOLOGNA CANTONE VI -PRADURO e SASSO<\/strong><\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\"><div><strong>Territori<\/strong><\/div><\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div><strong>Popolazione<\/strong><\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Praduro e Sasso con Castel del Vescovo, Jano<br>e Lagune<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>1610<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Badolo con Battedizzo e Mugnano<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>579<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Caprara sopra Panico colle antiche sue ville<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>683<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Casola sopra Sirano e sua antica villa con Canovella ed Ignano<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>665<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">S.Chiellaro con Gavignano, Ronca e Monsvir uniti<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>740<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Medelana con Luminasio<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>502<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Montasico con Vedegheto e Vignola de&rsquo; Conti<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>906<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Paderno con Ancognano e Sabbione di Montagna<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>462<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Panico con Malfolle e Venola<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>697<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Pieve del Pino con Montelungo e Vizzano<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>520<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Pontecchio con Moglio e Montechiaro<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>1076<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Scopeto con Monte Frascone, Montepolo e Rasiglio<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>621<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\">Tignano con Mongardino e Nugareto<\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>632<\/div><\/td><\/tr><tr class=\"bj-table__row\"><td class=\"bj-table__cell\"><strong><em>Totale<\/em><\/strong><\/td><td class=\"bj-table__cell\"><div>9.593<\/div><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il 1809 ed il 1810 il Cantone di Praduro e Sasso perde le parrocchie di Paderno e Sabbiuno di Montagna, che vengono aggregate a Bologna; Pontecchio, Moglio, Montechiaro e Nugareto vanno a far parte del comune di Casalecchio; Badolo, Battedizzo, Mugnano, Pieve del Pino, Montelungo, Vizzano ed Ancognano vanno a far parte dei comune di Musiano; S. Chiellaro va a Monte San Pietro; Canovella, Casola sopra Sirano, Ignano, Caprara sopra Panico, Medelana, Luminasio, Panico, Venola e Malfolle diventano parti del comune di Canovella. A Praduro e Sasso rimangono soltanto 10 parrocchie: S. Leo, S. Pietro Castel del Vescovo, S. Lorenzo Castel del Vescovo, Jano, Scopeto, Monte Frascone, Monte Polo, Rasiglio, Tignano e Mongardino con una popolazione di 2.774 anime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il nuovo ordinamento del 1810, il Cantone di Praduro e Sasso viene ridimensionato a Comune del Cantone I di Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1811 la sede comunale si trasferisce dalla Fontana nella villa vescovile di Castel del Vescovo (Chiusura) dove rester&agrave; pochi anni per trasferirsi poi nel Borgo dove nel 1787 era gi&agrave; stata trasferita l&rsquo;immagine della Madonna del Sasso, minacciata dalle continue frane nella sua antica grotta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sede comunale ed il nuovo santuario della Madonna del Sasso costituiranno poi il nucleo centrale del moderno centro di Sasso Marconi. Occupati dall&rsquo;esercito napoletano di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gioacchino_Murat\" target=\"_self\" rel=\"noopener\">Gioacchino Murat <\/a>(1815), Bologna ed il suo territorio fanno parte per alcuni mesi del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regno_delle_Due_Sicilie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Regno delle Due Sicilie<\/a>, ma subito tornano gli austriaci che restano fino alla restaurazione dello <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stato_Pontificio\" target=\"_self\" rel=\"noopener\">Stato Pontificio<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Restaurazione cancella con un colpo di spugna le istituzioni napoleoniche ed anche il comune di Praduro e Sasso assume diversa composizione ed amministrazione: viene infatti diretto da un Priore o Gonfaloniere, mentre tre Sindaci reggono i tre Appodiati nei quali viene diviso il territorio comunale. Continua la ridda delle variazioni dei confini: la soppressione del Comune di Casalecchio, che viene aggregato a Bologna nel 1820, riporta sotto il comune di Praduro e Sasso le parrocchie di Pontecchio, Moglio, Montechiaro e Nugareto assieme a Canovella, Casola sopra Sirano, Ignano, Medelana, Luminasio, Panico e Venola. Soltanto nel 1828, con la perdita di queste ultime parrocchie e l&rsquo;acquisizione di Pieve del Pino, Ancognano, Vizzano, Badolo e Battedizzo, il Comune assume le dimensioni che manterr&agrave; fino all&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia e alla legge comunale e provinciale del 1865 che uniforma il sistema amministrativo fra tutti i Comuni italiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le reiterate proteste dei casalecchiesi, che rivogliono le belle terre perdute non saranno invece ascoltate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come nel secolo precedente, l&rsquo;economia &egrave; basata sull&rsquo;agricoltura e sulle attivit&agrave; ad essa collegate, mentre scarseggia l&rsquo;iniziativa industriale: le cave di pietra arenaria del Sasso, una pila da riso, un maglio da rame a Pontecchio e poco altro. A cavallo del 1900 avranno un certo successo i fabbri Bettini del Capoluogo che riceveranno committenze da molte parti d&rsquo;Italia, fra le quali una (famosa) addirittura dal Vaticano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized bj-block-image u-my-xl\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/processione-madonna-sasso.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7021\" width=\"684\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/processione-madonna-sasso.jpg 912w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/processione-madonna-sasso-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/processione-madonna-sasso-768x620.jpg 768w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/processione-madonna-sasso-440x355.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><figcaption><em><strong>1949<\/strong> Processione per la festa della Madonna del Sasso.<br>Il corteo partiva dalla chiesa di Sasso, percorreva tutto il viale del parco di villa Monti per fare poi ritorno alla chiesa.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&Egrave; con l&rsquo;apertura delle grandi vie di comunicazione (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strada_statale_64_Porrettana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">strada Porrettana<\/a>, del Setta e ferrovia) che inizia a delinearsi per Praduro e Sasso una interessante possibilit&agrave; di sviluppo di traffico e turismo: stazioni, locande, osterie, mercati e fiere locali sono vivaci centri di commercio e ritrovo. Alcuni fatti degni di nota accadono nello scorcio di tempo che va dall&rsquo;unit&agrave; alla fine del secolo. Nel 1860 si costruisce un grande <a title=\"Ponte Albano\" href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/territorio\/localita-di-sasso-marconi\/ponte-albano\/\">ponte in muratura al mulino degli Albani<\/a>, collegando finalmente le due rive del Reno precedentemente unite, per una lunghezza di nove chilometri, soltanto dalle &ldquo;barche&rdquo; di Vizzano e Sasso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1862 si inaugura il tratto di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferrovia_Porrettana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ferrovia Bologna-Sasso-Vergato<\/a>, che verr&agrave; completato fino a Pistoia qualche anno dopo. Intorno al 1870 si edifica la sede comunale nel Borgo Ranuzzi di fianco al santuario della Madonna del Sasso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1879 si apre la strada del Setta verso la Toscana attraverso Castiglione dei Pepoli e cos&igrave; il comune di Praduro e Sasso viene a trovarsi al centro delle comunicazioni fra Bologna e la Toscana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un alone di leggende e di profezie, nella notte del 24 giugno, <a title=\"La Rupe di Sasso Marconi\" href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/territorio\/localita-di-sasso-marconi\/la-rupe\/\">frana il Sasso<\/a> seppellendo sotto i macigni i 38 abitanti delle case-grotte ad esso sottoposte e 14 di essi perdono la vita.<br>La morte dei poveri trogloditi ha risonanza nazionale, accorrono aiuti da ogni parte ed il cordoglio &egrave; unanime; a commento di ci&ograve; <a title=\"Wikipedia - Lorenzo Stecchetti\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lorenzo_Stecchetti\">Lorenzo Stecchetti <\/a>scrisse un noto e mordace epigramma:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fu la scena soltanto<br><\/em><em>fu il drammatico cruento<br><\/em><em>che vi commosse al pianto<br><\/em><em>Se il monte non cascava<br><\/em><em>morivano di stento<br><\/em><em>e nessuno ci badava.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi anni dopo, nel 1895, hanno successo a Pontecchio gli esperimenti che il giovane Guglielmo Marconi sta conducendo sulla <a title=\"Wikipedia - Telegrafia senza fili\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Telegrafia_senza_fili#La_telegrafia_senza_fili\">telegrafia senza fili<\/a> e la risonanza stavolta &egrave; internazionale: si alza infatti il segnale che cambier&agrave; il ritmo del progresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla scia della prima guerra mondiale accadono gravi fatti nelle lotte tra fascisti e antifascisti con episodi significativi intorno alle cooperative agricole ed alla Cartiera del Maglio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized bj-block-image u-my-xl\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sasso-1928.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7023\" width=\"515\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sasso-1928.jpg 914w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sasso-1928-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sasso-1928-768x639.jpg 768w, https:\/\/www.sassomarconifoto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sasso-1928-440x366.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 515px) 100vw, 515px\" \/><figcaption><em><strong>1928<\/strong> Veduta della costruzione che all&rsquo;inizio degli anno 30&prime;, dopo la ristrutturazione, ospit&ograve; il cinematografo. Negli anni 70&prime; fu completamente demolita per lasciare spazio all&rsquo;attuale cinema-teatro. (foto archivio Ugo Guidoreni)<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Praduro e Sasso cambia il nome nel 1935 diventando (chiss&agrave; poi perch&eacute;) Sasso Bolognese e nel 1938 assume definitivamente il nome di Sasso Marconi in omaggio allo scienziato, premio Nobel, <a title=\"Morte Guglielmo Marconi\" href=\"http:\/\/www.sassomarconifoto.it\/index.php\/personaggi-del-sasso\/guglielmo-marconi\/la-morte-di-guglielmo-marconi\/\">scomparso l&rsquo;anno prima<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda guerra mondiale porta nel Comune la maggior calamit&agrave; della sua pur travagliata storia: partita da lontano, essa arriva sin dentro le sue case e vi si sofferma cruentemente. Fra le bombe ed il terrore la gente &egrave; costretta ad abbandonare le proprie case ed alla fine del conflitto il numero di concittadini (civili, militari e partigiani) feriti o morti &egrave; alto, mentre la perdita del patrimonio edilizio e zootecnico &egrave; quasi totale. L&rsquo;opera di ricostruzione iniziata nell&rsquo;immediato dopoguerra ha dato buoni frutti ed oggi Sasso Marconi, divenuto anche centro industriale, &egrave; un paese prospero e vivace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Articolo di Giorgio Bertocchi<br>pubblicato sulla rivista mensile &ldquo;Provincia&rdquo; marzo 1982 gentilmente concessa da Giorgio Canarini alla pubblicazione &ldquo;Sasso &amp; Dintorni&rdquo;<br>Le fotografie-cartoline sono della collezione Fabbriani<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"bj-ty-heading-4 u-my-lg bj-ty-center bj-ty-heading-4\">Le due parrocchie del capoluogo<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due parrocchie del capoluogo, una intitolata a San Pietro e l&rsquo;altra a San Lorenzo, sono accomunate, nella loro dicitura, dal toponimo Castel del Vescovo, o pi&ugrave; anticamente Castrum Episcopi, che rivela chiaramente il legame tra il territorio menzionato ed il vescovo bolognese. Vari possedimenti ed un luogo di villeggiatura appartenenti alla sede vescovile sono attestati, infatti, nei documenti a partire dall&rsquo;et&agrave; medievale.<br>Di un castello con tale nome racconta per la prima volta un documento del 1220 in cui l&rsquo;imperatore Federico II concede al vescovo di Bologna la piena autorit&agrave; su vari possedimenti del contado. Nessuna menzione si trova, invece, nella Bolla di Gregorio VII, datata 23 marzo 1074. Il castello, presumibilmente sorto quindi tra il XII e il XIII secolo, doveva sorgere non lontano da dove &egrave; ora la ex parrocchia di Castel del Vescovo, non a caso conosciuta come San Pietro a Castello. Oltre che nel nome, ancora nel Settecento erano visibili i resti di antiche fortificazioni nei pressi dell&rsquo;edificio sacro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altre importanti fonti, sempre di et&agrave; medievale, richiamano l&rsquo;antichit&agrave; della comunit&agrave; locale, il cui modello organizzativo ha riscontro in quello attuale. L&rsquo;elenco senatoriale del 1223 nomina, infatti, l&rsquo;intera comunit&agrave; di Castel del Vescovo, mentre le Decime del 1300 (elenco dei contribuenti che versavano la decima parte del raccolto o del reddito di qualsiasi attivit&agrave; al sovrano, feudatario, signore o chiesa) citano le due chiese parrocchiali di San Pietro e di San Lorenzo.<br>Il legame tra le due comunit&agrave; parrocchiali, riunite in un unico nucleo amministrativo e civile, emerge chiaramente durante il periodo del cosiddetto &ldquo;Governo misto&rdquo;, costituito dalla presenza simultanea, nel territorio bolognese, del potere del legato pontificio e del Senato bolognese (1506-1788). Ogni anno, infatti, era eletto un rappresentante locale, col titolo di massaro (carica civile corrispondente all&rsquo;incirca all&rsquo;attuale sindaco), scelto alternativamente tra gli uomini dell&rsquo;una o dell&rsquo;altra parrocchia.<br>Nel corso dei secoli, le due parrocchie di Castel del Vescovo mantennero una stretta relazione, distinguendosi per&ograve; per le specifiche attivit&agrave; svolte dagli abitanti. Il territorio di San Pietro acquist&ograve; sempre pi&ugrave; carattere industriale e commerciale, mentre quello di San Lorenzo rimase pi&ugrave; dichiaratamente legato all&rsquo;agricoltura, e quindi composto prevalentemente da insediamenti sparsi, solo in parte raggruppati attorno alle grandi ville della Maranina, di Corticella, della Palazzina e delle Putte.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div><p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sasso Marconi deriva il toponimo dalla rupe (il sasso) che si erge a sud del capoluogo di fronte alla confluenza del fiume Setta nel Reno e da Guglielmo Marconi, lo scienziato inventore della telegrafia senza fili e della radio. 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