storie di uomini e di guerre
a cura del gruppo di studi “Progetto 10 righe”

Tratto dalla rivista semestrale “al sâs”
di Gianni Pellegrini
L’articolo continua sulle pagine del Gruppo di Studi “Progetto 10 Righe”
La palla, riempita di stracci e legata con uno spago, rotolò sobbalzando verso il cancello che dal vecchio e spelacciato cortile del Seminario immetteva in via Porto. Il ragazzo la rincorse e si fermò quando incontrò un paio di stivali.
Guardò in su e scorse un militare, uno strano militare. Portava un lungo pastrano, al collo con una specie di targa fatta a mezzaluna lucida, il viso era spento e la barba lunga: “Tu conosce Pellecrini”, disse con voce aspra al ragazzo, “il barpiere” aggiunse.
“Pellegrini! Pellegrini!” urlò correndo verso di me il ragazzo: “Chiede di tuo padre”.
Era l’antivigilia di Natale del 1944.
Poco più di due mesi prima mio padre, barbiere di Tripoli di S. Lorenzo vicino Sasso Marconi, classe 1896 e la grande guerra sulle spalle, insieme ad alcuni giovani del caseggiato posto sulla statale Porrettana, avevano deciso di aspettare l’avanzata degli alleati costruendosi un nascondiglio nel bosco sul versante del rio Secco che guarda verso la villa Quiete di Mezzana. Continua…
