Territorio

Impressioni vaganti

Fotografia di Francesco Nobile

Fotografia di Francesco Nobile

Per me che vengo dalla pianura, lo skyline di Sasso Marconi è sempre sembrato sufficientemente mosso. Percorrendo la Porrettana da Casalecchio, morbide colline si affacciano già all’altezza di San Biagio sulla destra e, poco dopo Borgonuovo, inizia l’Altopiano Marconi, in realtà una collina con tante belle ville dove risiedono i vip sassesi, come si affrettano a dirti tutti non appena chiedi cosa sia. Segue Pontecchio con la bellissima villa Griffone, dove risiedette e fece i suol primi esperimenti il genio della fisica che ha ceduto a Sasso il suo cognome. Di collina in collina si arriva in città, senza dimenticare l’imponente dirimpettaio di queste, sulla sinistra, ovvero il Contrafforte Pliocenico, che solo a nominarlo ti fa pensare a fossili e dinosauri di un tempo che fu. Voilà il paese, che inizia più o meno dopo il bivio per Mongardino, altra splendida collina dove ogni tanto non è difficile vedere cervi che scorrazzano alla ricerca dell’acqua del Rio Verde. Dopo circa 3 km dal suo inizio, il nucleo centrale del paese termina con il famoso Sasso di Glosina o Rupe che, quando percorrevo il vecchio tratto dell’autostrada Al Firenze-Milano in direzione della mia natia Ferrara, tornando dalla Toscana, mi colpiva sempre per quell’aspetto selvaggio di grande masso spaccato, spettinato di alberi sulla cima e su un fianco: sembrava messo lì apposta da uni gigante per incombere sulla strada e sul fiume Reno. Fotografia di Francesco NobileLa prima volta che ebbi modo di guardarmi intorno con calma, mi sarei aspettato di trovare un paese di montagna; per me, nata e cresciuta nel ferrarese, enne metri sopra il livello del mare significava letteralmente un’altura. Invece mi trovai una tranquilla e ordinata cittadina in uno stile urbano misto che può avere varie sfaccettature, ma non certo quella montanara. Mi piacque e mi ha sempre colpito molto la piazza principale, con la chiesa al centro, e poi la biblioteca, il comune, la farmacia, i bar e i negozi. Mi sembrava la piccola città ideale di solito riprodotta nei libri di inglese dove, per insegnarti le preposizioni di spazio, c’era spesso la chiesa “near” la biblioteca o `just in front of the” farmacia. Inoltre è così comodo dire: “vado in piazza”, perché tutti sappiano esattamente dove vai e quale possa essere il raggio delle tue commissioni. Il mio occhio da guida turistica ha subito cercato le tracce delle cosiddette evidenze artistiche e monumentali, rimanendone inizialmente delusa, perché la chiesa così nitida nella sua facciata e pulita e ordinata all’interno era stata chiaramente ricostruita, così come il comune, Poi, ripensando a quanto era avvenuto a Marzabotto, dove ero stata da ragazza con un gruppo di amici, mi è venuto in mente che questi luoghi sono stati profondamente segnati dalla seconda guerra mondiale, che ha spazzato via persone, luoghi, monumenti. Nel tempo ho avuto diverse occasioni per approfondire tali avvenimenti, perché Sasso Marconi è un geloso custode dei ricordi di queste tristi vicende nei testimoni ancora viventi e nello scrigno del borgo di Colle Ameno, impressionante esempio di storia nella storia (prima borgo autarchico illuminista e poi sede di un comando nazista e campo di prigionia), sede oggi dell’Aula della Memoria e di un centro di documentazione sulla seconda guerra mondiale.

Giulia Ferraresi
Tratto dalla “Guida sentimentale di Sasso Marconi”
Le donne raccontano: luoghi, storie, paesaggi

Inverno 2012, bellissima nevicata e io non ho resistito! Mi piazzo in testa la mia GoPro, salto sulla mitica bici di mio nonno e mi faccio un giro per Sasso….per me è stato bellissimo. Il risultato lo lascio giudicare a voi, e la musica  èèèèèèè?