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Ciò che rimane della immagine di Nicolò Sanuti dipinta sulla facciata Palazzo Sanuti a Fontana (Sasso Marconi)

Il conte Nicolò Sanuti è stato una delle figure politiche, giuridiche ed economiche più influenti della Bologna del Quattrocento. Celebre dottore in legge e uomo di fiducia del papato, legò indissolubilmente il suo nome allo sviluppo del territorio bolognese, all’imprenditoria termale e a grandi imprese architettoniche.
Il primo Conte della Porretta
La nomina papale: Nel 1447, Papa Niccolò V nominò Nicolò Sanuti primo Conte della Porretta.
Il rilancio delle terme: Ricevette il feudo con il preciso mandato di valorizzare e promuovere i celebri Bagni della Porretta. Sanuti investì massicciamente nell’area, costruendo strutture ricettive e osterie per ospitare i viaggiatori e i curandi, trasformando la località in un moderno centro termale.

Ruolo politico e ascesa bolognese:
Il Senato e la diplomazia
Ricoprì la prestigiosa carica di Senatore all’interno dello Stato Pontificio di Bologna, muovendosi con destrezza tra il potere papale e l’egemonia locale dei Bentivoglio.
Un immenso patrimonio
Grazie alla sua attività finanziaria e ai possedimenti fondiari, accumulò ricchezze straordinarie, che gestiva tramite registri contabili meticolosi giunti fino a noi.
Il matrimonio con Nicolosa Castellani
Nel 1451 sposò in seconde nozze la nobildonna Nicolosa Castellani, una delle figure femminili più celebri del Rinascimento bolognese. Nicolosa passò alla storia per la sua straordinaria cultura, per essere stata l’amante del signore di Bologna Sante Bentivoglio, e soprattutto per aver scritto nel 1453 un’audace orazione in latino contro le leggi suntuarie del Cardinale Bessarione, difendendo il diritto delle donne alla libertà di abbigliamento e all’ornamento.
Le grandi imprese architettoniche
Nicolò Sanuti fu un grande mecenate e promotore edilizio, lasciando tracce indelebili nell’architettura locale:
Palazzo Sanuti Bevilacqua a Bologna:
Situato in via Massimo d’Azeglio, fu iniziato da Nicolò seguendo lo stile rinascimentale toscano con una splendida facciata in pietra a bugnato a punta di diamante. Il palazzo è celebre anche per aver ospitato alcune sessioni del Concilio di Trento nel 1547.
Palazzo Sanuti a Fontana (Sasso Marconi):
Una sontuosa villa quattrocentesca edificata lungo la via Porrettana come residenza di villeggiatura per la famiglia. La struttura conserva ancora un importante fregio affrescato con i ritratti di Nicolò e Nicolosa. Alla sua morte, non avendo eredi diretti, Nicolò Sanuti lasciò il suo immenso patrimonio diviso tra vari e importanti monasteri bolognesi, tra cui quello di San Salvatore, ordinando contestualmente la creazione del monumentale altare di famiglia nel Complesso di Santo Stefano.
L’altare Sanuti (noto anche come altare di San Petronio)
Era un antico spazio monumentale situato originariamente all’interno della chiesa del Santo Sepolcro, una delle sette chiese che compongono lo storico Complesso di Santo Stefano a Bologna. L’altare fu commissionato e dotato nel XV secolo dal celebre giurista bolognese Nicolò Sanuti, primo conte di Porretta, che scelse la basilica stefaniana come luogo di sepoltura per la sua famiglia.

Storia e Collocazione Originale
La posizione L’altare sorgeva sul lato destro dell’edicola del Santo Sepolcro. La decorazione quattrocentesca: Per impreziosire questo spazio familiare, venne commissionato un importante ciclo pittorico al maestro bolognese Michele di Matteo (attivo nella prima metà del XV secolo).
Il soggetto
Gli affreschi raffiguravano San Petronio in cattedra e storie della vita di San Petronio e di Santo Stefano.
Lo smembramento e le opere oggi: L’assetto originario dell’altare Sanuti è andato perduto nel tempo a causa dei successivi restauri e rifacimenti che hanno interessato il complesso monumentale. Tuttavia, i preziosi elementi artistici che lo decoravano sono sopravvissuti e sono stati musealizzati.
Gli affreschi strappati
Il dipinto murale di Michele di Matteo è stato rimosso dalla parete originaria, riportato su tela e catalogato ufficialmente come parte del patrimonio artistico nazionale dal Ministero della Cultura.
Dove vederli
Le opere d’arte provenienti dall’altare e dal patrimonio della famiglia sono oggi custodite ed esposte prevalentemente nel Museo di Santo Stefano, situato all’interno del convento stesso della basilica.