A cura del Gruppo di studi “Progetto 10 righe”

Articolo completo sulle pagine del Gruppo di Studi “Progetto 10 Righe”
tratto dal racconto
“Ricordi su Sasso Marconi dagli anni ’20 in poi attraverso le testimonianze della signora Savina Cremonini”
di Giorgio Sinigaglia
Credo che pochi sappiano che la prima comunità del comune di Praduro e Sasso viveva a Ca’ Gasparri (oggi frazione Fontana)
Si trattava di una borgata in cui imperava la povertà: vi abitavano famiglie il cui reddito era ridottissimo. I primi “gasparotti” lavoravano la pietra arenaria che estraevano dalla Rupe sovrastante. Altri lavoravano alla manutenzione dell’acquedotto, che parte dal fiume Setta in prossimità della confluenza con il Reno. Savina ricorda che, quando era giovane, si attraversava il fiume Reno a guado se il livello dell’acqua lo consentiva; se il livello cresceva si usavano dei
trampoli.

Ogni famiglia aveva un soprannome: i Zaccaria erano detti “i Spurcacein”; i Giovagnoni “al Professour”; i Cocchi si chiamavano “i Cuccat”; il calzolaio era “il Bighelon”; Rizzi era detto “Sgaun”; poi ricorda “Zinzela”, un soprannome che non rammenta a quale cognome fosse legato. Un certo Borghi, che sembra indossasse spesso la camicia nera al sabato (il cosiddetto sabato fascista) istruiva i giovani avanguardisti; poi c’era una certa Stanzani che si diceva “portasse iella”! Non è passato un secolo, ma 70 o 80 anni, e Savina giustamente, e io con lei, mettiamo in conto di sbagliare qualcosa e di non ricordare perfettamente.

