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Il fiume Setta e la sua valle

Il fiume Setta e la sua valle

foto in evidenza: “Sasso Marconi, Valle di Setta dalla Rupe” Fotografia gentilmente concessa dalla Fondazione Progetto Genus Bononiae della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Autore anonimo. Foto Ed. Cartovendita, Bologna con Ediz. Fabbriani, Sasso Marconi. Scattata negli anni Cinquanta.

La valle del fiume Setta nel territorio di Sasso Marconi rappresenta uno snodo storico e geografico fondamentale dell’Appennino bolognese, celebre fin dall’antichità per la qualità delle sue acque e per la sua posizione strategica di collegamento tra l’Emilia e la Toscana.

Il Setta scorre a sud-est del comune e confluisce nel fiume Reno proprio ai piedi della celebre Rupe di Sasso Marconi, un punto di riferimento paesaggistico e storico che fino al 1935 aveva il nome originario di comune di Praduro e Sasso.

La storia di questa valle si articola attraverso alcune tappe ed elementi chiave:

Le origini e l’epoca antica

Primi insediamenti
Le valli del Reno e del Setta hanno visto la presenza umana fin dal Neolitico e dall’età del Bronzo. Successivamente, l’area ha registrato importanti frequentazioni in epoca villanoviana ed etrusca (come testimoniano i vicini siti di Misano e Kainua a Marzabotto), proprio grazie alla funzione di corridoio naturale verso gli appennini.
L’Acquedotto Romano (15 a.C.)
Il legame più celebre tra la valle del Setta e la storia romana è senza dubbio l’eccezionale Acquedotto Romano di Bologna. Intorno al 15 a.C., gli ingegneri romani valutarono le acque del Setta come le più dolci, limpide e idonee per l’approvvigionamento della città (scartando quelle del Reno perché troppo calcaree). Progettarono così un tunnel sotterraneo interamente scavato nella roccia di arenaria e argilla che partiva proprio da Sasso Marconi. Questo acquedotto, recuperato nell’Ottocento grazie all’archeologo Antonio Zannoni, è ancora oggi parzialmente funzionante

La via di comunicazione lungo la valle del Setta ha avuto un’importanza storica e geopolitica straordinaria, agendo per secoli come uno dei principali cordoni ombelicali economici, militari e infrastrutturali tra la Pianura Padana (Emilia) e l’Italia centrale (Toscana). Il territorio di Sasso Marconi, posizionato esattamente alla confluenza tra il Reno e il Setta, ha rappresentato la vera e propria “porta d’accesso” a questa direttrice appenninica.

Il motore economico: La Via della Lana e della Seta

Fin dal Medioevo, la connessione tra Bologna e la Toscana (in particolare Prato e Firenze) ha gettato le basi per la prosperità economica di entrambe le regioni. Questo tracciato commerciale, oggi riscoperto e valorizzato come cammino escursionistico sotto il nome di Via della Lana e della Seta, univa le eccellenze delle due città:
Bologna
era la capitale europea della seta, famosa per i suoi veli e per i sofisticati filatoi idraulici alimentati dai canali.
Prato
era (ed è tuttora) il centro nevralgico della lavorazione della lana e dei tessuti.
I mercanti attraversavano i valichi della valle del Setta per scambiare materie prime, filati e tessuti finiti, creando una fitta rete di scambi che arricchì le comunità montane locali.

Valle del Fiume Setta (foto Benito)

Epoca Moderna e Contemporanea

Il boom ottocentesco e lo sviluppo locale
Prima della costruzione di una vera e propria strada moderna, i collegamenti transappenninici erano mulattiere impervie e pericolose. Quando tra il 1863 e il 1877 venne finalmente realizzata la strada carrozzabile della valle del Setta (che univa stabilmente Bologna e Prato passando per il valico di Montepiano), l’impatto sul territorio di Sasso Marconi (allora Praduro e Sasso) fu dirompente. L’obiettivo principale di questa infrastruttura, i cui lavori ripresero a pieno regime nel 1877, era quello di unire capillarmente Bologna e Prato, risalendo il torrente e toccando le località di Praduro e Sasso, Monzuno e Castiglione dei Pepoli.

Il comune divenne il centro nevralgico dei traffici.

A Praduro fiorirono rapidamente osterie, locande, mercati e stazioni di posta per il cambio dei cavalli, trasformando un’economia puramente agricola e povera in un vivace hub commerciale e turistico.

La Seconda Guerra Mondiale
Il territorio tra il Setta e il Reno è tristemente legato alle vicende della linea gotica e ai tragici eventi di Monte Sole. La valle era fortemente militarizzata e, proprio per la sua rilevanza logistica e ferroviaria, ricca di infrastrutture strategiche, depositi di carburante protetti da bunker e raccordi destinati ai trasporti bellici. L’importanza di questa via si riflette in tre aspetti storici fondamentali:

La direttrice d’Italia: Dalla Direttisima all’Autostrada del Sole

Nel Novecento, la valle del Setta è stata scelta per ospitare le infrastrutture che hanno letteralmente unito l’Italia da nord a sud, ricalcando l’antico corridoio naturale:

  • La ferrovia Direttissima (1934)
    Costruita per superare i limiti della vecchia Porrettana, questa linea ferroviaria attraversa la valle del Setta e, grazie al monumentale Grande Tunnel dell’Appennino (lungo oltre 18 km), ha unito Bologna e Firenze dimezzando i tempi di viaggio e rivoluzionando i trasporti nazionali.
  • L’Autostrada del Sole (A1)
    Il tratto appenninico più celebre e complesso d’Italia fu inaugurato negli anni ’60 proprio lungo i versanti della valle del Setta, confermando questa via come la principale spina dorsale del
    paese.

In sintesi, senza il passaggio naturale e strategico della valle del Setta e il ruolo di “cerniera” di Sasso Marconi, lo sviluppo industriale, commerciale e logistico tra l’Emilia e la Toscana avrebbe seguito percorsi molto più lunghi e complessi.