Cecilia Pelliconi Galetti “Minde”

a cura del gruppo di studi “Progetto 10 righe”

Cecilia Pelliconi Galetti (1917–2018) è stata una scrittrice, poetessa e memoria storica di Sasso Marconi. Nota per il suo profondo legame con il territorio bolognese, ha dedicato gran parte della sua produzione letteraria alla conservazione dei ricordi della vita locale e degli eventi bellici.
Scrittrice e poetessa ha collaborato attivamente con il gruppo di studi “10 Righe” di Sasso Marconi, pubblicando numerosi racconti, poesie e memorie sulla rivista locale al sâs. Ha lasciato testimonianze scritte cruciali sul periodo della Seconda Guerra Mondiale, tra cui diari di guerra (come quelli dell’ottobre 1944) e racconti sulle distruzioni causate dai bombardamenti a Sasso Marconi.
Nata il 31 ottobre 1917, ha celebrato il traguardo dei 101 anni nel 2018, poco prima della sua scomparsa avvenuta il 3 novembre dello stesso anno. È ricordata dalla comunità per la sua vivacità intellettuale e per il suo ruolo di “custode” delle tradizioni locali.

Foto ricordo nel giorno del compleanno dei 101 anni di Cecilia, il 31 ottobre 2018. Il alto a destra nella foto è presente il parroco don Paolo Russo. A sinistra nella prima fila in piedi (4^e 5^ persona) ci sono le due figlie di Cecilia: Raffaella e Giovanna (foto Marina Fortuzzi).

Alcune delle sue poesie, racconti e articoli a lei correlati

Grande festa per i 100 anni di Cecilia “Minde” scrittrice e poetessa che collabora con la rivista “al sâs” fin dal primo numero
Cecilia Pelliconi Galletti domani compie cent’anni. La parrocchia festeggia con lei.
La nostra cara amica Cecilia, scrittrice e poetessa, ci ha lasciato tre giorni dopo il compleanno dei 101 anni
Quei due quadretti fra le macerie della Tintoria a Sasso (racconto)
La storia di Vincenzino di Montovolo (racconto)
Era un gioiello (racconto)
Voglio dipingere di rosa il nuovo millennio (poesia)
Un bel sogno (poesia)
Poesie di Cecilia: l’amore e le stagioni della vita (poesie e racconto)
Poesie di Cecilia (poesie)
La città di Sasso Marconi come la ricordo negli anni dal 1956 al 1960 (racconto)